Altre notizie
N.1
Avviso per la costituzione di una short list di consulenti ed esperti per l'affidamento di incarichi esterni
Avviso per la costituzione di una short list di consulenti ed esperti per l'affidamento di incarichi esterni.
N.2
Elenco degli incarichi di consulenza conferiti dall'Ente Parco Nazionale del Vesuvio nell'anno 2009
Pubblicato l'elenco dei consulenti dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio anno 2009.
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N.3
Seminario internazionale "Le sfide ambientali nell'ambito dela programmazione 2007-2013"
Temi strategici e capitalizzazione delle buone pratiche nella cooperazione territoriale europea.
N.4
Comunicazione relativa alla Misura 1.10
Importante comunicazione riguardante i Progetti P01, P02, P03, sui mesi previsti per la realizzazione dell'iniziativa, secondo analogo Decreto Regionale (D.R. n° 137 del 31/08/2007)
N.5
Eco-sport, prosegue la Vesuvio Exhibition
La tre giorni sul Vesuvio si č aperta tra lezioni di orientamento e di ecorunning, passaggi in corda, e “corsi” di pronto soccorso e di protezione civile.
9 Il Fiume di Lava
Lunghezza complessiva: 690 m
Quota massima: 540 m slm
Difficoltà: bassa
Tempi di percorrenza: ore 1,30 a/r
Il percorso si presenta molto agevole, ma è opportuno procedere in fila indiana. Il sentiero alterna tratti in discesa a tratti pianeggianti.
L’ambiente naturale che si attraversa è caratterizzato dalla presenza di un bosco misto con essenze quali il castagno, il nocciolo, il carpino nero e la roverella nel cui sottobosco si trovano alcuni esemplari di biancospino, di edera e di felce aquilina.
Superato un gradone che immette in una strettoia sulle cui pareti sono evidenti le pomici del 79 d.C., si giunge ad uno slargo dove si nota la presenza di un pozzo per la raccolta dell’acqua piovana di età borbonica. Sono presenti nel bosco il sambuco e nel sottobosco il pungitopo.
Ripreso il cammino, dopo un primo tratto in salita, il sentiero si presenta pianeggiante. Qui il sottobosco si presenta ricco di essenze come la rosa selvatica, l’euforbia, il biancospino, l’edera, l’aglio selvatico e il tamaro.
Salito un piccolo gradino ci si incanta davanti all’esplosione dei colori della macchia mediterranea: il giallo delle ginestre, il rosso della valeriana, il lilla della vedovina minore, il bianco della carota selvatica e della centaurea, endemismo del Vesuvio.
Il selciato poi cambia completamente perché si presenta invaso dai depositi piroclastici dell’ultima eruzione del 1944.
Attraversata la macchia si giunge sul fiume di lava del 1944 colonizzato dal lichene Stereocaulon vesuvianum che gli dà la tipica colorazione grigio-argentata e sul quale si ammira un bellissimo esemplare di carpino nero. Di qui si gode di un bellissimo panorama: lo sguardo si perde sul Golfo di Napoli e sulle sue isole e resta rapito dai versanti nudi del Vesuvio che assumono un aspetto quasi lunare e da quelli dei Cognoli di Giacca e di Trocchia del Monte Somma.
Per il ritorno si ripercorre il cammino dell’andata in senso inverso.
Partenza da Ercolano - via San Vito (L'itinerario è pensato come circolare ovvero la meta di itinerario coincide con il punto di partenza)




