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N.1

Due gheppi liberati dalla Lipu sul Vesuvio

Sono tornati a volare ieri mattina i due gheppi tenuti in cura nella sede Lipu di Caserta per una ventina di giorni per diverse fratture alle ali provocate dai colpi dei cacciatori



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Educazione ambientale

L'Educazione ambientale nel Parco

Generalità

Tra le finalità perseguite dall’Ente Parco nazionale del Vesuvio nell’ambito del suo oggetto sociale ce ne sono alcune che hanno uno stretto legame con i temi propri dell’educazione ambientale. Tra queste c’è senza dubbio quella di tutelare, valorizzare e promuovere le caratteristiche di naturalità, integrità territoriale ed ambientale, con particolare riferimento alla natura selvaggia dell’area protetta.
L’informazione e la sensibilizzazione su alcuni contenuti quali la necessità di salvaguardare le aree suscettibili di alterazione e i sistemi di specifico interesse naturalistico, di conservare e valorizzare il patrimonio storico-artistico-culturale nonché di individuare e mettere in atto forme di incentivazione e finanziamento per la promozione di attività culturali, educative e ricreative nei campi di interesse del Parco sono attività al centro dei programmi di azione dell’Ente.

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Cosa facciamo

L’Ente Parco in questi anni ha promosso, patrocinato e concesso contributi a progetti importanti, tra cui:
- i gemellaggi (progetti annuali e biennali) proposti da alcune scuole del Parco con scuole e Comuni rientranti in altre aree protette (Comune di Jesi in Provincia di Ancona, Cava dei Tirreni in Provincia di Salerno, Parco regionale Gole della Rossa – Marche, Oasi di Diecimare – Campania);
- i protocolli d’intesa tra Ente Parco, comuni e scuole del Parco per l’adozione di aree e percorsi (I° Circolo Didattico di Ottaviano, Scuola Media “Ungaretti” di Ercolano);
- i progetti per la realizzazione e la manutenzione di opere d’arredo del verde con le Direzioni didattiche e gli Isitututi comprensivi delle scuole dell’obbligo;
- le campagne di informazione (Musica a Scuola, campagna informativa per la riscoperta dei vecchi strumenti e delle vecchie fiabe tradizionali in dieci scuole del Parco);
- i convegni e i seminari di orientamento presso le scuole professionali;
- la realizzazione e la diffusione dei pacchetti didattici per le scuole del I ciclo sulle peculiarità floro – faunistiche, geologiche e paesaggistiche del Parco, la rete dei sentieri natura.

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Iniziative istituzionali

Inoltre promuove iniziative istituzionalizzate di sensibilizzazione ambientale .Le più importanti sono:
Puliamo il Mondo: Manifestazione internazionale promossa da Legambiente sulla sensibilizzazione verso le tematiche ambientali, per il recupero e per la riqualificazione di aree e siti degradati, per la riduzione dei rifiuti prodotti, per una migliore vivibilità ambientale. E’ la più grande iniziativa di volontariato ambientale che si svolge in Italia. Il Parco nazionale del Vesuvio la promuove ogni anno dal 1997, nell’ultima decade di Settembre. La durata della manifestazione è di tre giorni, con iniziative organizzate in varie località del parco e con la partecipazione di migliaia di alunni di scuole del Parco di ogni ordine e grado.
I Campi naturalistici: Durante i mesi estivi (Luglio e Agosto) gruppi di volontari provenienti da ogni parte del mondo partecipano ai campi di volontariato ambientale promossi da Legambiente, con il patrocinio e il contributo dell’Ente Parco. I volontari trovano ospitalità presso strutture pubbliche (scuole e residenze estive) e si impegnano quotidianamente in attività educative, di ricerca, animazione, piccoli lavori di riqualificazione e recupero ambientale. Ogni campo ha la durata di 15 giorni.
La Settimana Europea dei Parchi: Iniziativa promossa ed organizzata dall’Ente nell’ultima settimana del mese di Maggio , patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e da Federparchi. Ogni anno vengono organizzati eventi , manifestazioni, escursioni, visite guidate per le scolaresche provenienti da ogni parte della regione Campania e non solo. L’iniziativa vede coinvolti tutti i Comuni del Parco, le associazioni ambientaliste, le imprese agricole che attraverso la festa promuovono i loro prodotti. Orari e durata variano in funzione dell’evento.
Lungo i sentieri Natura: Attività escursionistiche per le scuole promosse dal C.A.I. e dal Gruppo Speleologico Italiano. Si effettuano generalmente nei mesi primaverili ed estivi lungo i sentieri del Parco . Alcuni percorsi sono per esperti (es. discesa nel cratere o sulle creste del Monte Somma), altri sono invece fruibili da tutte le tipologie di visitatori.
Infine sono numerosi gli interventi didattici in aula effettuati da personale esperto dell’Ente presso scuole ed Istituti di ogni ordine e grado dei Comuni del Parco .

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Disponibilità strutture e materiali

Per quanto concerne la fruibilità di strutture e materiali, presso la sede dell’Ente Parco di S. Sebastiano al Vesuvio sono disponibili un centro di documentazione, un archivio consultabile con le schede della flora e della fauna presenti nel parco, una biblioteca con materiali per progetti di educazione ambientale. Il personale scientifico del servizio tecnico attiva i servizi di promozione, informazione, formazione educativa. E’ possibile organizzare nella sala riunioni incontri con singole classi (solo su prenotazione). Tra le altre strutture si segnala l’infopoint di Ercolano, lungo la strada provinciale che conduce al cratere del Vesuvio. Altri locali saranno tra breve disponibili. Sono infatti in corso di allestimento:
- un laboratorio didattico all’aperto sulla fauna, nella Riserva Tirone Alto Vesuvio nel Comune di Trecase, con una voliera e tunnel di volo per rapaci e per il recupero fauna in difficoltà;
- n. 3 aule verdi all’aperto geologico – naturalistiche ubicate: nella Valle dell’Inferno lungo il sentiero n.1, nel territorio del comune di Ottaviano; presso l’infopoint di Ercolano; presso la sorgente Olivella nel Comune di S. Anastasia ;
- gli Infopoints del Parco a Trecase e Ottaviano.

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Contesto sociale

Il contesto socioeconomico di riferimento consiste in una popolazione scolastica di circa 43.000 alunni nelle scuole materne ed elementari, 18.000 allievi delle scuole medie inferiori, 17.500 negli istituti superiori, per un totale di circa 78.000 unità. I contenuti di educazione ambientale si rivolgono con più attenzione ad orientare le attività degli allievi della scuola dell’obbligo per dare la possibilità a molti adolescenti di arricchire la loro formazione scolastica sui temi della sostenibilità .
Infatti, considerando la situazione socio-economica e culturale delle famiglie, spesso si evidenziano casi non propriamente positivi, sussistendo problemi di ordine economico che talora si associano a problemi di degrado sociale e culturale. Questo dato di fatto è probabilmente dovuto alla situazione marginale socio-culturale ed economica vissuta da molti comuni dell’agro vesuviano fino dagli anni ‘60. Solo con la legge di riforma della scuola media (1963) si è innalzato il numero dei genitori che non si fermava alla licenza elementare. Ma, pur esistendo l’obbligo scolastico fino a 14 anni, una larga fascia di genitori evadeva quest’obbligo non frequentando e/o non ultimando la scuola media. Non molti sono i genitori che hanno conseguito il diploma e pochissimi sono in possesso di una laurea.
Per quanto concerne le condizioni sociali dei ragazzi , in generale si ha l’impressione di un rapporto generalmente positivo con la scuola: quasi tutti hanno frequentato regolarmente le scuole dell’obbligo scolastico e solo una piccola minoranza ha conseguito delle ripetenze. Per quanto riguarda il rapporto dei ragazzi con i genitori, si può pensare ad una situazione generale favorevole.
Riguardo a come i giovani utilizzano il loro tempo libero, dai dati emersi si possono rilevare elementi interessanti:
è meno di quanto generalmente si pensi lo spazio occupato dalla televisione: circa il 58 % degli alunni dichiarano di vederla per un’ora al massimo;
il giudizio che si sono fatti i docenti sulla quantità e qualità delle letture dei ragazzi, nel tempo libero è migliorato;
molti ragazzi nel loro tempo libero partecipano ad attività organizzate (sportive e non);
sempre più ragazzi utilizzano una parte del loro tempo libero a scuola in attività rivolte al territorio secondo precise tematiche (integrazione razziale, ambiente, salute)

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Analisi dei bisogni

Per quanto concerne i bisogni formativi dei ragazzi , da alcune indagini eseguite in diverse scuole dell’area vesuviana emerge che i ragazzi desiderano sopratutto:
• trovare nella scuola e sul territorio in cui vivono un ambiente accogliente, cioè un’atmosfera di accettazione e di conferma, di fiducia e di collaborazione;
• trovare adulti che li possano aiutare concretamente;
• incontrare compagni con cui relazionarsi in maniera gratificante e produttiva;
• svolgere attività motivanti e interessanti;
• partecipare a progetti che facciano riferimento a valori condivisi;
• avere la possibilità di vivere la scuola da protagonista;
• acquisire abilità operative gratificanti, per una migliore accettazione di sé e degli altri;
• partecipare ad autentici rapporti sociali, fondati sul rispetto, l’accettazione reciproca;
• riscoprire e interiorizzare le norme, i valori e gli ideali che si traducano in positive forme di comportamento;
• avere una crescita serena ed equilibrata sia dal punto di vista cognitivo che affettivo relazionale;
• incontrare un sostegno motivazionale;
• avere la possibilità di un concreto recupero apprenditivo;
• incontrare una particolare attenzione alle richieste di aiuto e alla lettura delle difficoltà manifestate anche se non dichiarate.

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Obiettivi generali delle azioni di educazione ambientale

Le attività proposte sono finalizzate a migliorare la capacità complessiva delle scuole del Parco di misurarsi con i problemi del territorio di appartenenza e della qualità urbana, per costruire ed organizzare un ambiente scolastico, educativo e formativo, che favorisca processi di apprendimento orientati verso principi di sostenibilità e che promuova comportamenti coerenti con la salvaguardia dell'ambiente.
Gli obiettivi generali da raggiungere sono:
- coinvolgere conoscenze, valori e comportamenti per costruire la consapevolezza della coerenza tra l'agire ed il sapere, anche attraverso l'assunzione di responsabilità e la capacità di fare scelte;
- operare, attraverso l'educazione ambientale, su problemi rilevanti a livello locale che appartengono al vissuto dei ragazzi, così da far loro vivere come indispensabile il rapporto tra scuola e territorio e come importante il lavoro sul campo;
- praticare nella scuola la forte carica innovativa che, sul piano metodologico, riesce a proporre l'educazione ambientale, perché affronta problemi predisciplinari, in una dimensione di ricerca vera ed aperta, lungo percorsi trasversali alle singole discipline, che richiedono spirito esplorativo, modificazione dei ruoli tradizionali di insegnamento ed apprendimento, flessibilità del percorso, dell'organizzazione e delle strutture scolastiche;
- costruire con l'educazione ambientale una mentalità capace di pensare per relazioni, in una visione sistemica dell'ambiente e di ispirare le proprie azioni al "senso del limite";
- valorizzare la scuola in quanto insostituibile risorsa locale, effettivo agente di sviluppo locale, all'interno di un "patto formativo" tra scuola , comunità ed istituzioni locali che ricostruisce i legami interni alla comunità, il senso di appartenenza e di identità, la consapevolezza delle proprie radici.
Gli obiettivi cognitivi , in gran parte legati alle problematiche ambientali presenti sul territorio, sono finalizzati a:
- recuperare e stimolare un approccio percettivo, riconoscendo il valore di una forma di conoscenza che si costruisce anche attraverso un coinvolgimento psico-affettivo globale;
- attuare un coinvolgimento concreto del territorio e dell’extrascuola in generale, con richieste, scambi, sollecitazione di interventi;
- far emergere livelli di conflittualita’, che devono comunque essere gestiti come occasione educativa di confronto reale, nelle forme piu’ costruttive e formative per il futuro cittadino);
- generare il confronto con problematiche reali, alla ricerca delle cause socio-economiche, dei rapporti di potere che intervengono a determinare le scelte di gestione del territorio;
- mettere in relazione le diverse componenti sociali, portatrici spesso di interessi diversi e conflittuali, in relazione all’uso del territorio.
Tra gli obiettivi formativi si citano la capacità di :
- acquisizione corretta e consapevole del rapporto tra consumi e necessità di un razionale utilizzo delle risorse naturali;
- acquisizione di un comportamento individuale responsabile nei riguardi dell’ambiente;
- analisi sulla possibilità di risanamento, recupero e valorizzazione delle aree degradate (cave, discariche, terreni incolti, quartieri con costruzioni abusive, etc.);
- raccolta informazioni sul significato delle aree protette, sul loro percorso di formazione e sulla finalità di conservazione della natura, tutela della biodiversità e promozione del territorio secondo criteri improntati alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

 

 


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