Altre notizie
N.1
Avviso per la costituzione di una short list di consulenti ed esperti per l'affidamento di incarichi esterni
Avviso per la costituzione di una short list di consulenti ed esperti per l'affidamento di incarichi esterni.
N.2
Elenco degli incarichi di consulenza conferiti dall'Ente Parco Nazionale del Vesuvio nell'anno 2009
Pubblicato l'elenco dei consulenti dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio anno 2009.
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N.3
Seminario internazionale "Le sfide ambientali nell'ambito dela programmazione 2007-2013"
Temi strategici e capitalizzazione delle buone pratiche nella cooperazione territoriale europea.
N.4
Comunicazione relativa alla Misura 1.10
Importante comunicazione riguardante i Progetti P01, P02, P03, sui mesi previsti per la realizzazione dell'iniziativa, secondo analogo Decreto Regionale (D.R. n° 137 del 31/08/2007)
N.5
Eco-sport, prosegue la Vesuvio Exhibition
La tre giorni sul Vesuvio si č aperta tra lezioni di orientamento e di ecorunning, passaggi in corda, e “corsi” di pronto soccorso e di protezione civile.
Guida Vulcanologica
Area Wilderness
La prima area Wilderness vulcanica d’Italia
Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, su proposta del Presidente, prof. Maurizio Fraissinet, nella seduta del 4 luglio 2000 ha deliberato l’istituzione di un’area wilderness. Le pareti interne della caldera del Monte Somma e parte dell’Atrio del Cavallo, costituito dalla lava del 1944, sono state dichiarate tali “al fine di preservare per le future generazioni la bellezza selvaggia di tali aree, garantendone l’integrità paesaggistica”.
Si tratta, in effetti, di uno dei paesaggi vulcanici più suggestivi del mondo. Le pareti interne del Monte Somma, peraltro ammirabili affacciandosi dal Gran Cono del Vesuvio, sono quello che resta dell’antico grande vulcano del Somma, che fu soggetto a diverse eruzioni esplosive a partire da 17.000 anni fa, e dall’interno del quale si è originato il nuovo vulcano: il Vesuvio. Su queste pareti, col tempo, si sono insediate forme di vegetazione pioniera dei suoli lavici e foreste di Leccio. Sulle creste rocciose nidificano una coppia di Pellegrino, una o due coppie di Gheppio, e vengono sorvolate quotidianamente da Poiane e Corvi imperiali in cerca di cibo.
Il tutto si presenta privo di qualsiasi traccia umana ed è il frutto della sola azione evolutiva della natura.
Lo stesso discorso vale per l’Atrio del Cavallo, un fiume di pietra lavica che si è riversato nel corso dell’ultima eruzione del 1944. La lava è oggi di colore grigio-perlaceo per la presenza del lichene Stereocaulon vesuvianum che la ricopre interamente. La superficie complessiva dell’area interessata dalla dichiarazione di wilderness è di 125,4 ettari ed è nel cuore del Parco, in una delle zone più selvagge.
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